L’Avvocato Gian Carlo Soave risponde: “Spese legali e sinistro stradale”.

Domanda: Chi paga le spese legali in caso di sinistro stradale?

Risposta: Gentile Signore, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11154 del 29 maggio 2015, ha stabilito che “Il risarcimento diretto dei danni a cose per sinistro da circolazione stradale, di cui all’art. 9, comma 2, del d.P.R. 18 luglio 2006, n. 254, non include l’erogazione delle spese per assistenza legale solo nell’ipotesi in cui esse non siano effettivamente necessarie, dovendosi altrimenti reputare la norma, di natura regolamentare, contraria all’art. 24 Cost., con conseguente sua disapplicazione”.

L’art. 9 comma 2 del d.P.R. 18 luglio 2006, n. 254 Codice delle Assicurazioni prevede che non siano dovute le spese di assistenza professionale nella trattativa fra danneggiato ed assicurazione.

Con la citata sentenza la Suprema Corte non ammette, quindi, le spese stragiudiziali ingiustificate, affermando che i danneggiati non possono pretendere il rimborso di spese di assistenza legale quando la gestione del sinistro non abbia presentato particolari difficoltà. Il risarcimento danni per sinistro stradale comprende, dunque, le spese per assistenza legale nell’ipotesi in cui esse siano necessarie.

Nella fattispecie la Compagnia di Assicurazioni sosteneva che la situazione non presentava particolari difficoltà e che era stata subito formulata un’offerta di risarcimento del danno del tutto congrua. A tali condizioni l’intervento dell’avvocato appariva, dunque, superfluo.

Secondo la Cassazione se, quindi, effettivamente la Compagnia, durante la fase stragiudiziale del sinistro, ha fornito al danneggiato una valida assistenza formulando congrua offerta nei termini di legge, allora l’intervento del legale è davvero superfluo e non necessario e, pertanto, nulla sarà dovuto dalla Compagnia.

Sarà, conseguentemente, onere di chi richiede le spese legali sostenute per aver conferito incaricato ad un proprio legale, dimostrare il nesso causale tra sinistro e tali spese e, dunque, provare che la gestione del sinistro in fase stragiudiziale ha presentato problematiche giuridiche tali da richiedere l’intervento di un legale o dimostrare che la Compagnia non ha fornito la dovuta assistenza ex art. 9, comma 1, D.P.R. n. 254/2006.

Ai sensi dell’art. 9 comma 1 del Regolamento di Attuazione del Codice delle Assicurazioni, il danneggiato deve fornire la prova che prima di aver fatto ricorso all’aiuto di un professionista, abbia diligentemente richiesto l’assistenza della Compagnia per la formulazione della domanda e l’avvio della pratica senza ottenere tempestiva ed esaustiva risposta.

L’art. 9 del D.P.R. n. 254/2006 pone, infatti, a carico dell’assicuratore diretto anche l’obbligo di fornire al danneggiato ogni assistenza informativa e tecnica utile per consentire la migliore prestazione del servizio e la realizzazione del diritto al risarcimento del danno, fornendo anche il supporto tecnico nella compilazione della richiesta di risarcimento.

Se la mancata prestazione dell’assistenza si configura quale inadempimento all’obbligo contrattuale di cui all’art. 9 Regolamento della disciplina del risarcimento diretto, il diritto al risarcimento del danno rappresentato dalle spese di assistenza stragiudiziale non avrà più causa nel sinistro ma nel citato inadempimento che dovrà essere dimostrato.

Conclusivamente, le spese legali vanno riconosciute quando il sinistro presenta problematiche giuridiche o quando l’assicurato non ha ricevuto la dovuta assistenza dal proprio assicuratore.